Pensieri in libertà

Ritorno a casa: il terminal dei mezzi.

È così popolato, questa sera, il terminal degli autobus.

Qualche autista si dà il cambio, un passeggero scende dal mezzo e fuma.

Una coppia si bacia appassionatamente, prima di separarsi, probabilmente solo per qualche ora.

Un’adolescente corre ed emette suoni simili ad imprecazioni, mente il suo pullman è in partenza. Il ragazzo la vede, spegne la sigaretta e rincorre l’autobus al suo posto. Lo fa fermare, e gli indica la ragazzina, che a poco a poco rallenta, evidentemente esausta per la gran corsa, poi lo ringrazia calorosamente e sale a bordo, lasciandosi cadere fiaccamente sul sedile.

Qualcuno guarda il tabellone con gli orari dei bus, per poi guardare in modo fulmineo l’orologio.

Due ragazzi ridono sommessamente: chissà quanti aneddoti hanno da raccontarsi! Ai loro piedi ci sono dei borsoni e un pallone. Probabilmente stanno commentando la partita di football appena conclusa. Deduco che abbiano vinto.

Un’anziana signora trasporta un carretto stracolmo di abiti. È una clochard, quasi sicuramente. Chiede una monetina a tutti i passanti, e non risparmia neanche a me. Le porgo un euro, e lei sorride affettuosamente. Le si legge la gratitudine negli occhi.

Un neonato piange, in braccio alla sua mamma, un bambino di circa sei anni al loro fianco. Fa un po’ di capricci, poi la madre lo fulmina con lo sguardo. Il bambino s’imbroncia, ma allo stesso tempo si ammutolisce.

Un uomo sulla quarantina litiga al cellulare, e tiene in bilico una ventiquattro ore, mentre gesticola nervosamente. Dopo poco, tuttavia, molla telefono e valigetta e, d’improvviso, si precipita verso l’autobus verde: sta aiutando una vecchia a salire a bordo. Una pacca sulla spalla come simbolo di riconoscenza e le due vite si perdono di nuovo, nell’immenso parcheggio dei mezzi pubblici di questa città.

Un leggero venticello fresco mi provoca i brividi.

Dalla mia panchina mi gusto questa scena bellissima: tante vite si incrociano qui. Ognuno ha una propria storia, ma tutti, per qualche ragione, si ritrovano a prendere un autobus questa sera, qui al terminal.

Ognuno torna a casa dopo una giornata trascorsa fuori zona. Ognuno ha provato sicuramente emozioni diverse, ma queste vite sono accomunate dal ritorno.

Tutto finisce, tutti fanno rientro nelle proprie abitazioni.

La coppia si sfalda, la ragazza sale sull’autobus e manda un bacio volante al ragazzo.

Probabilmente lei non è molto contenta di tornare a casa.

Il bambino, nel frattempo, gioisce, poichè l’autobus azzurro fa il suo ingresso.

Un paio di minuti, e tutti i mezzi, a poco a poco,partono.

Questo immenso spazio resta vuoto  e silenzioso. Restiamo io e la clochard.

Noi non saliremo su alcun mezzo.

Non faremo ritorno a casa, nè stasera, nè mai.

È questo posto, la nostra casa.

La guardo mentre sistema una lurida coperta sulla panchina, per poi stendervisi dopo parecchi tentativi mal riusciti.

Buonanotte, coinquilina.

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3 thoughts on “Ritorno a casa: il terminal dei mezzi.

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