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Sei un cyberbullo? Bravo!

Quando ho letto la notizia della morte di Tiziana Cantone, una rabbia molto forte mi ha logorato.

Per tutta la giornata di ieri ho tentato più volte di scrivere qualcosa, ma ero bloccata. E lo sono ancora adesso.

Non c’è molto da commentare: la morte di una persona colpisce già normalmente. Quando poi si tratta di un suicidio, moralmente provocato dal bullismo e dallo scherno, la mia ira raggiunge livelli inimmaginabili.

Ne ho lette di tutti i colori, ieri.

Ah, doveva essere un articolo di giornale, questo. Dunque, impersonale.

Ma sono sul mio blog personale, d’altronde, e posso concedermi di esprimere tutta la mia rabbia e l’indignazione verso chi ha provocato la morte di questa giovane.

Tutti, ormai, sappiamo cos’era accaduto:

La ragazza, durante un rapporto con il suo partner, aveva sorpreso il suo ragazzo con la videocamera del cellulare accesa. Al che, aveva pronunciato le parole che poi l’avrebbero portata alla morte: “Stai facendo il video? Bravo“.

Il video era poi stato diffuso in rete, contro la volontà di Tiziana, e sfortunatamente era diventato virale.

Dopo essere diventata, nel giro di pochi giorni, fonte di scherno, tutti avevano iniziato a ripetere la famosa frase un po’ per gioco, un po’ a mò di provocazione. Si erano realizzati sketch e videoparodie, che non avevano risparmiato offese e umiliazioni verso la trentunenne napoletana la quale, per cercare di scampare al nuovo tormentone che la vedeva protagonista, era stata costretta a cambiare città, lavoro e cognome.

Tiziana si è tolta la vita martedì, impiccandosi, con un foulard, nella cantina della sua abitazione a Mugnano.

Anche dopo la sua morte, i commenti negativi non si sono placati. Anzi, qualcuno scrive di essere felice del suicidio, e che “se l’è cercata“.

A questo punto viene spontaneo chiedersi la ragione per cui la ragazza dovrebbe “essersela cercata“.

Era una poco di buono, ripetono all’unisono centinaia di utenti sui Social Network, evidentemente ignari del vero significato del termine, dal momento che la giovane stava semplicemente avendo un rapporto con il suo partner, quando la sua privacy era stata ingiustamente violata.

Il cyberbullismo che ha provocato la sua morte non ancora cessa di esistere. Anzi, si è acuito nelle ultime ore, additando Tiziana con ogni sorta di appellativo.

Insomma, si dà ancora addosso alla vittima e non al carnefice.

Nessuno parla del gesto spregevole attuato dal suo ex partner; nessuno si rende conto che, ogni volta che accade una disgrazia ad una donna, questa viene definita ingiustamente come una poco di buono e si conclude il discorso con una scrollata di spalle: “se l’è andata a cercare lei“.

Proviamo, a questo punto, ad immaginare che al posto di Tiziana ci fosse stato un ragazzo.

Sarebbe stato definito “il maschio alfa”, “il dio delle donne“. Sarebbe diventato un eroe, insomma.

Ebbene, non possiamo far altro che constatare con tanta, tanta amarezza, che viviamo in una società chiusa e maschilista. Una società dove la donna viene vista ancora diversamente rispetto all’uomo.

Una società dove la morte di Tiziana non ci fa riflettere su quanto sia pericoloso il fenomeno del cyberbullismo, ma anzi lo alimenta.

A questo punto ci chiediamo: quanto è giusto l’utilizzo dei social network senza un minimo di moderazione?

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13 thoughts on “Sei un cyberbullo? Bravo!

  1. È la mente degli uomini che non ha alcuna moderazione, e aggiungo, nessuna spiegazione che sia decente, accettabile. Non dico altro perché mi fa troppo schifo pensarci e non ne vengo a capo, non riesco a vivere insieme alla realtà, non mi darò mai pace che queste cose esistano davvero (e tutto il resto).

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  2. Definire agghiacciante ciò che è accaduto, ben prima della morte di Tiziana, è forse una scorciatoia della nostra capacità di servirci delle parole. Perché in effetti la morte di Tiziana genera scalpore, rabbia, indignazione: ma ciò che è accaduto prima è agghiacciante.
    E sapete perché? Perché in realtà non agghiaccia davvero.

    Che una donna venga “svergognata” da un gruppo di perversi untori e tutto questo accada nella benevola indifferenza delle moltitudini, o nella loro attiva partecipazione allo spettacolo, è vicenda vecchia quanto il mondo. Lo scandalo è tutto qui.

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  3. Bisognerebbe chiedere a questi cyberbulli perché quella povera ragazza sarebbe stata una poco di buono. Credo che rimarrebbero lì come allocchi, farfuglierebbero qualcosa e abbasserebbero lo sguardo

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  4. Condivido a grandi linee il post, un mio pensiero lo trovi qui: https://klaudiomi.wordpress.com/2016/09/17/sciopero-del-pompino/
    Unica cosa su cui non concordo è quella del web come fonte di ogni colpa. Credo che le colpe sono individuali e che vada radicalmente cambiata la mentalità delle persone e dei ruoli di genere. Purtroppo questa mentalità è sia maschile ma anche femminile perchè fintanto che indipendentemente dal sesso si continuerà a guardare a chi fa “certe cose” come ad una poco di buono le cose non cambieranno.

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