La mia strada.

Ho diciannove anni.
E ne avevo uno quando, per la prima volta, mi regalarono un libro.
Ne avevo appena quattro il giorno in cui misi piede, per la prima volta, in una biblioteca.
Cinque, quando scrissi i miei primi libricini, con tanto di fumetti e disegnini fantasiosi.

E’ una passione che ho fin da sempre, quella della lettura e della scrittura. Dell’arte della letteratura in genere.
Spesso mi chiedo cosa sarei, CHI sarei, se non avessi questo interesse.
Probabilmente vivrei in uno stato d’apatia, come la maggior parte dei miei coetanei che, senza alcuna passione, giorno dopo giorno, sopravvivono. E basta.

Invece io, giorno dopo giorno, scrivo. Scrivo e, nel contempo, divoro tre romanzi a settimana.
Quando vinsi un concorso di poesia per la prima volta, stentavo a crederci.
Fino a quel momento avevo scritto soltanto per pura passione, e lo avevo fatto per me stessa: nessuno aveva mai letto i miei scritti. Ed un giorno, spinta solo da una genuina curiosità, avevo inviato una mia poesia all’indirizzo e-mail di un concorso e, quasi immediatamente, avevo smesso di pensarci.
Dopo svariate settimane, la mia casella di posta elettronica si era riempita, fino ad esplodere, di mail che mi informavano circa la mia vittoria al premio. Non lessi nulla per un mese buono.
Un giorno, evidentemente esasperati e sbalorditi per la mia indifferenza nonostante la vittoria schiacciante, gli organizzatori del concorso mi telefonarono. Piansi per due ore buone ininterrottamente, dopo essere rimasta muta mentre il mio interlocutore, con un certo nervosismo, mi informava delle innumerevoli mail inviatomi e, alle quali, non era mai pervenuta alcuna risposta.
Davo così per scontato l’idea di essere stata scartata alle prime selezioni, da non averci neanche più pensato. Ed invece, per la prima volta, mi supplicavano di andare a ritirare il mio premio.

A quella vittoria ne seguì un’ altra, poi un’ altra. E un’ altra ancora.
Ovunque inviassi i miei scritti, vincevo. O, perlomeno, mi piazzavo nelle prime posizioni. A chiunque, anche solo per gioco, porgessi qualche riga dei miei racconti, scendevano le lacrime dall’emozione. Tutti mi pregavano di scrivere ancora, di scrivere per case editrici importanti.
Solo a quel punto capii che il mio modo di scrivere piaceva davvero.

Mi sono sempre sottovalutata; ho sempre minimizzato il mio dono, la mia capacità.
Ma adesso basta: è giunto il momento di donare al mondo le mie parole ed i miei pensieri.

E’ solo l’inizio: non ho mai tenuto un blog, ma penso che al giorno d’oggi sia fondamentale diffondere le proprie idee sulla piattaforma digitale.
Non so se sarò in grado di usare al meglio questa potenziale forma di successo, ma ci proverò.
Spero di farcela.Logo

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8 thoughts on “La mia strada.

      1. Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta, e buona Domenica! 🙂

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